venerdì 22 novembre 2013

Sono tutta un fuoco. Grazie alla gastrite.

Ragazze, io ho un'età, siamo sinceri.
In più, ho anche un carattere sufficientemente di merda da assicurarmi quei piccoli disturbi che non ti fanno mai sentire sola e che, anzi, ti rendono certa di essere pensata. O di pensare troppo.
Colite nervosa, si chiama. E, quando in accoppiata con la gastrite, non da scampo.
Ma la soluzione è: maxi pull.
Non sto certo a parlare di farmaci o terapie: io parlo di cose pratiche, immediate, di urgenti necessità dal carattere tessile.
Ecco perchè mivedrete più imbottita di un panino da Jonathan al lungomare di Catania: me duele la panza.
E non me ne vergogno: un po' perchè sono e cresciuta in quelli '90, cosa che mi sdogana dall'avere un aspetto curato o fasciatamente femminile (lode al grunge, ora e sempre); un po' perchè io non vesto uno stile definito o unico, ma seguo il mio gusto, componendo di volta in volta l'involucro che possa portare in giro il più adeguatamente possibile il mio umore e i miei pensieri.
Vi lascio, rispettivamente, a: 1) un banalissimo ootd da giornata universitaria, corredato da faccia sbattuta. Perchè glielo dobbiamo pur far credere a questi benedetti professori che passiamo la vita a studiare, no? Se lo meritano. E ci conviene. 2) un ootn, di cui segnalo solo i primi stivali al mondo che mi facciano sentire figa. E la cosa va manifestata pubblicamente, perchè non era mai avvenuta, quindi pretendo che mi perdoniate per l'immodestia. 3) un ootd/ootn mascolino, è vero, ma che mi ha permesso di corredare il tutto con il cravattino nero. Perciò ero molto felice. E questo è importante per il recupero del paziente.
A riconoscenza della vostra pazienza, non vi tartasso di foto accessorie, tanto non c'è nulla di particolarmente creativo da approfondire.
Ammesso che normalmente vi sia..!









Non ho altro da aggiungere, Vostro Onore.
Con osservanza,
Fil

lunedì 18 novembre 2013

Tanto il lunedì torna sempre.

Circa un anno fa, presso uno dei locali più "cul" di Catania, mi sono, per caso, ritrovata a sentire - ok, ascoltare - una conversazione tra due giovani, uno dei quali particolarmente saggio, sulla forza d'animo di cui si nutriva per affrontare la settimana, nell'attesa del weekend.
Diceva costui:"Ou, sono troppo contento, sta arrivando il weekend! 
Perchè, vedi, amico mio (n.d.r.: ho tradotto l'originale "'mbare" per rendere più accessibile a un pubblico internazionale le successive affermazioni, già di per sè cariche di complessità esistenziale): è il lunedì il problema. Perchè il martedì, si sa, c'è il cinema a €3; il mercoledì è, da sempre, serata universitaria, il giovedì ci ritroviamo tutti al Bonù (n.d.r.: e qui mi trovo preparata, perchè lo conosco e ci vado anche io. In quanto "cul".); il venerdì... e vabbè, il venerdì è già finesettimana... Il sabato chiaramente (n.d.r.: più chiaro di così? Dopo una settimana tanto stressante, si merita un po' di rassicurante routine...) si esce e la domenica non puoi non trovare qualcosa da fare, così, in relax, magari un aperitivo, perchè poi il giorno dopo inizia la settimana (n.d.r.: lavorativa??? Really???)...
Perciò, vedì? E' il lunedì l'unico giorno di merda..."
Io spero che, durante quest'ultimo anno, questa giovane anima in pena abbia trovato un motivo per andare avanti e superare, di volta in volta, tutti i lunedì che hanno ostacolato il suo cammino verso la movida.
Per quanto riguarda me e - credo e spero - tutte voi, non resta che riderci su, pensando che c'è sempre qualcuno che sta peggio.
Di una cosa sola sono certa, se proprio dobbiamo affrontare l'argomento: consiglierei di evitare di parlare puntualmente di quanto odiamo il lunedì, perchè tanto mica si fa un esame di coscienza.
Ignoriamolo, 'sto stronzo.


Ieri, per seguire le orme del succitato itboy, mi sono goduta un bell'aperitivo al Mammut, ovviamente a Catania: trovo sempre un motivo per tornarci, divertirmi e farmi quattro risate, nonostante l'assalto al buffet rasenti la voracità che si scatena alla mensa dei poveri. 
Ma sò giovani, glielo perdoniamo...

Maglione (in cotone. Disagiatamente in cotone. L'ultimo giro, per quest'anno.): Zara
Gonna avente il potere di far sentire figa chiunque: Zara
Giacca in plasticosissima ecopelle: Pull&Bear
Stivali: marca che sconosco, ma che per-€8-vuoi-che-li-lasciavo-lì??? Peraltro, comodissimi.
Borsa tra le più sfruttate di sempre, della serie "appiglio dell'ultimo momento: Zara
Collana, che mi si è £&%$$||!!<<"** rotta prima di uscire e che ho appuntato con una spilla da balia (perchè, per la mia universale visione della sartorialità, una spilla da balia sistema qualunque intoppo.)

Vi abbraccio,
Fil

domenica 17 novembre 2013

Il letto è il mio elemento.

Non lo so cosa mi prenda.
Mi rotolo tra le coperte fino alle dieci del mattino, perdita di tempo inconcepibile per me.
Fino a questo autunno.
Fino a questi mesi in cui, più che di coperte, mi copro di lenzuola, in cui, più che di maglioni, mi vesto di t-shirt o, al massimo, una felpa leggera, in cui più che con tisane, mi disseto con freddissimi succhi di frutta al pompelmo.
Non ci sono più le mezze stagioni.
Per quanto mi riguarda, non esistono nemmeno le mezze misure.
Enorme e incontenibile origine della maggior parte dei miei guai.
Morirei per proteggere e rispettare i miei principi.
Il problema, però, al momento, è viverci, in questa continua lotta.
Perciò, nel frattempo, accorcio la giornata del guerriero con qualche ora di sonno in più.
Vedi mai che possa anche fare qualche bel sogno da aggiungere al carnet di quelli che inseguo.

Ieri ho cenato al ristorante vegano Haiku, qui a Catania: lo consiglio a chi volesse sconfiggere l'idea che "in questi posti" non si possa mangiare fino a scoppiare e, soprattutto, benissimo.
 
 

 Trench (maniche in ecopelle trapuntata): Pull&Bear
Maglione pecoroso (le foto non rendono: ve lo riproporrò): Oysho
Mini in ecopelle: Pull&Bear
Boots: Dr. Martens
Collana "collare di bulldog" (rare volte ho visto qualcosa di tanto brutto: l'ho adottata per questo. Oltre al fatto che ne erano rimaste a decine: ciò mi ha intenerito.): Zara
Borsa in ecopelle con dettagli in "alluminio", che vorrebbero riprendere l'applicazione della collana e che, chiaramente, voi non vedrete mai da queste foto del piffero: Zara

Buona domenica. Semmai questo sia possibile.
Fil

sabato 16 novembre 2013

Vento d'estate.

Scrivo mentre, in sottofondo, ascolto una delle canzoni che preferisco da sempre.
In sottofondo, ma nemmeno tanto, perchè amo avvolgermi del volume il più alto possibile, per assordare i miei pensieri e lasciarli fluire di soppiatto, senza che possa accorgermene.
Il vento d'estate è passato da un po', è vero, ma può sempre tornare, in qualunque momento.
E non solo per chi ha la fortuna di vivere perennemente al sole.
E non solo per portare gioia, leggerezza e dissolvenza tra onde e libertà.
Trovo che sia estremamente malinconico e incerto.
Trovo che sia estremamente simile a me.

Non scrivo da più di un anno.
Forse mi perdo.
Mi sono persa.
Ancora una volta.


Ho lasciar scappar via l'amore.
L'amore per le passioni. L'amore per l'amore. L'amore per me.
L'ho incontrato dopo poche ore.
Poco più di un anno, per la precisione.
"Non mi aspettate", mi dicevo ogni volta che mi ritornava in mente la mia immagine.
Ma sono felice di ritrovare chi è rimasto ancora un po' a vedere cosa sarebbe successo.

Vi lascio alcune foto outfit che ho fatto durante queste ultime due settimane.
Eh sì, perchè stavolta, prima di tornare a scrivere, mi sono imposta di ritrovare una parvenza di costanza e non venir meno ai miei propositi, o, peggio ancora, alle promesse.
Per cui, se ne avrete voglia, mi potrete trovare giornalmente, o quasi, su Istagram (Fly80ful) o su Facebook (Pippi Lamiamodadiessere), qui accanto ci sono i rispettivi link.
In caso contrario (come darvi torto), ci risentiamo qui.



  

 


Boh, che dire.
Meglio non dire niente e stare a vedere..!
Un abbraccio,
Gulliver
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